La formazione è lo strumento fondamentale allo scopo di generare, nei lavoratori prima e negli ambienti di lavoro poi, una radicata e pervasiva cultura della protezione e del benessere come diritto imprescindibile, acquisendo consapevolezza dell’entità del rischio che un’ambiente lavorativo cieco ai bisogni dell’individuo comporta per la comunità e l’azienda stessa.

 

 

 

 

Le conoscenze e l’expertise professionale della psicologia dell’orientamento sono indirizzate verso: 1. il sostegno informativo/cognitivo, affettivo e relazionale ai processi decisionali, alla definizione e costruzione di percorsi di inserimento sociale e professionale che siano coerenti con le aspirazioni, le aspettative e i progetti di vita delle persone; 2. l’attuazione e potenziamento delle risorse personali (attributi del self come autoefficacia, stima di sé; atteggiamenti positivi come fiducia e speranza; social support, ecc.) e la consulenza e le varie forme di counselling per affrontare, con maggiore probabilità di riuscita, le transizioni di carriera nel corso dell’esperienza formativa e lavorativa; 3. l’attenuazione delle barriere - sociali e psicologiche - che si frappongono nella relazione tra persona e ambiente ostacolandone l’autorealizzazione in ambito scolastico/formativo; 4. la progettazione di interventi - su contesti scolastici, di formazione professionale e lavorativi - affinché siano funzionali allo sviluppo e alla costruzione di una carriera con maggiori probabilità di successo ed estesa all’intero arco di vita (Classificazione EUROPSY: Work and Organizational Psychology).

 

 

 

 

L’esperienza lavorativa, per i significati che le sono propri, presenta le potenzialità per essere uno dei principali strumenti dell'intervento risocializzante che deve coinvolgere il ristretto. Riferendosi a quel percorso che durante il periodo di privazione della libertà (contenuto sanzionatorio della detenzione) - mette in opera tutti i mezzi pensabili per promuovere, sostenere, incoraggiare la valorizzazione del contenuto di ri-costruzione dell’identità sociale del periodo di detenzione, che mira allo sviluppo - incentrato sulla responsabilità e sul processo di autonomizzazione della persona - di una prospettiva di vita armonica con i bisogni e i diritti fondamentali della società di cui è parte.L’esperienza lavorativa coinvolge l’individuo a tutti i livelli - cognitivo, emotivo, sociale, valoriale – costituendosi quale ambito di ri-definizione dell’identità.Aiutare queste persone ad acquisire professionalità significa quindi anche aiutarle l’individuo a costruire una rappresentazione di sé basata sui ruoli che riveste, in base ai quali, sviluppa la sicurezza che gli consente la corretta integrazione sociale.

 

 

 

 

Si tratta di individuare e attuare strategie in grado di promuovere lo sviluppo di servizi digitali e applicazioni supportati dalle azioni degli utenti stessi, sostenendo la diffusione di sistemi economici non monetari come impulso allo sviluppo locale. I sistemi economici non monetari permettono ai partecipanti di scambiare beni e servizi, creando delle relazioni interpersonali caratterizzate da una componente strumentale. Essi forniscono ad ogni servizio il valore aggiunto definito da: reciprocità degli scambi, fiducia e affidabilità dei partecipanti.